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Recensione di Acqua Buia
NO SPOILER Terminata la lettura di “Acqua Buia”, l’ultimo romanzo di Joe Lansdale, che personalmente reputo un indubbio genio letterario. Devo ammettere che non è certo la sua opera meglio riuscita (“La Sottile Linea Scura”, a parer mio, è una spanna sopra), ma resta comunque un libro coinvolgente, che nel finale ti risucchia in un gorgo di emozioni e colpi di scena, che ti trascina come se fosse il fiume tanto caro allo scrittore. Sulle rive del Sabine si consuma la storia, che procede lentamente per il primo centinaio di pagine: superato lo scoglio del primo impatto, le avventure di questo strampalato gruppo di ragazzini alla ricerca del loro personale “American Dream” vi rapiranno. I personaggi, come di consueto, sono umanizzati al massimo, il concetto di eroe senza macchia e senza paura, come nella vita reale, non esiste. Tutti devono affrontare le loro paure, da Sue Ellen, protagonista del romanzo, a Terry, il suo migliore amico, e Jinx, la sua amica di colore (nonchè quello che è il mio personaggio preferito), perseguitata da un Texas anni ‘30, in cui il razzismo fa da padrone. I ragazzi però non sono gli unici personaggi ben caratterizzati, e devono tutti affrontare i loro demoni: dalla madre di Sue Ellen al predicatore, sino ad arrivare a Don, scapigliato padre della protagonista. Concludendo, Acqua Buia non è certo la miglior opera dello scrittore texano (personalmente ho troppo un debole per l’esplosiva coppia Hap&Leonard), ma è comunque un romanzo consigliato, che spazia dal giallo al noir, che fa apparire reale anche cioè che è surreale: nel corso della storia conoscerete uno degli incredibili “cattivi” di Lansdale, un pò come Il Re dei Popcorn nella Notte al Drive-In. Non è la lettura che consiglierei ad un novizio delle scritture di Lansdale (oltre La Sottile Linea Scura, consiglio anche tutti i romanzi che riguardano la saga di Hap&Leonard, come ad esempio Capitani Oltraggiosi, il mio preferito), ma una lettura consigliata per tutti gli amanti del genere.
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